
Sempre suggestiva la storia di Caino ed Abele. Figura della Bibbia controversa quella di Caino: il figlio di Adamo ed Eva arriva ad uccidere il fratello perché mosso dal veleno dell’invidia che arriva sempre dritto al cuore.
Un nome importante
Come spesso capita, i nomi nella Bibbia portano in sé un significato che dicono molto della persona. Caino ha un nome importante, in ebraico vuol dire “formare” (qanah), mentre Abele ha un nome triste che in ebraico rimanda a qualcosa di fragile e inconsistente. Caino non ha il cuore puro e per questo la sua offerta al Signore viene rifiutata, contrariamente a quanto accaduto al fratello che sacrificò i primogeniti del suo gregge. Preso dall’ira Caino alza la mano contro il fratello e gli toglie la vita. Dio lo costringerà ad essere “ramingo e fuggiasco” anche se nel resto della sua vita godrà comunque della protezione divina in seguito ad un parziale pentimento del male commesso. Il testo della Genesi, pur non essendo di natura storica, ci offre spunti di riflessione.
Paura… di chi?
Caino fugge dalla sua terra. Di chi aveva paura? Il fratello era morto e gli altri erano i genitori… Anche se l’ha fatta franca ottenendo il perdono di Dio, Caino non si sente tranquillo e fugge. Fugge non da potenziali nemici ma dal suo senso di colpa, dalla macchia indelebile che si porta dentro. Il suo essere ramingo lo porterà a peregrinare in ogni dove, cercando una pace, un rifugio che non troverà mai. Il sangue di Abele lo insegue, “la voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!” (Gn 4,10) dice Dio (per evitare questo “grido” si usava a quel tempo coprire con sabbia o terra il sangue di coloro che venivano uccisi).
Fratelli coltelli
Nella mitologia sono diversi i fratelli che si sono trovati in contrasto: Osiride e Seth tra gli egizi, Romolo e Remo nella storia di Roma, ma anche Giacobbe ed Esaù per rimanere nell’ambito biblico. È nella natura dell’uomo darsela a gambe ogni tanto. In alcune situazioni scappa il ladro, chi non trova lavoro, chi vive nella miseria, chi ha paura, chi è vile. Come nel caso di Caino si può anche scappare da se stessi, da quella voce dal suolo che è la coscienza e il senso di colpa.
Ci sono tanti Caino e tanti Abele nella storia delle nostre famiglie, nelle cronache dei giornali. Continuamente vediamo dei fratelli – non necessariamente di sangue – alzare la mano contro altri fratelli. Ascoltiamo e assistiamo alle loro storie, ci scandalizziamo, ma la vicenda di Caino e Abele è significativa e purtroppo ancora attuale.
Andrea Gironda
Lascia un commento