Nazaret. La telecamera accompagna l’ingresso di Gesù in sinagoga. Gesù oltrepassa la soglia, e gli viene dato un rotolo, quello del profeta Isaia. Mentre legge, il suo primo piano si alterna con quello dei presenti. Sono parole di speranza: «Lo Spirito del Signore è sopra di me», legge Gesù, «mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione» e «a rimettere in libertà gli oppressi».
[Leggi di più…]RISTORATORI, ALLE NOZZE DI CANA GESÙ RIBALTA IL RISULTATO!
Ristoratori! Benvenuti alla prima puntata di «Si mangia da Dio», un nuovo format che verrà copiato in futuro, grazie al digitale celeste. Siamo a Cana, in Galilea, e c’è una bella festa di matrimonio. E la location è niente male: vogliamo dare un 8? Un 9? «Fate pure, avete scheda e matita – prende la parola uno degli invitati, con occhiali e pizzetto – Sappiate però che il mio voto può confermare o ribaltare il risultato».

GIOVANNI BATTISTA VUOLE ESSERE ROBIN
L’idolo delle folle, un indice di gradimento strepitoso. Giovanni Battista potrebbe essere il Messia, pensa qualcuno, e poi questo qualcuno diventa una moltitudine, e infatti – così scrive Luca nel vangelo di domenica 13 gennaio – il diretto interessato deve rispondere «a tutti». Non è una conversazione, ma una dichiarazione pubblica: se ci fossero anche i social ci sarebbe pure la classica diretta streaming.
[Leggi di più…]COME I MAGI: PELLEGRINI, NON VAGABONDI
Nel 2002 mi venne una mezza idea di andare alla Giornata Mondiale della Gioventù. Ma quell’anno si teneva a Toronto, e lasciai perdere («Taranto? Vai pure», mi dissero in famiglia). Tre anni dopo, però, non volli mancare alla Gmg di Colonia. «Venimus adorare eum»: già dal titolo – e dall’inno – ci sentivamo dei piccoli Magi. Il loro cammino verso Betlemme e il nostro in Germania c’entravano qualcosa, anche se noi del 2005 eravamo sprovvisti di cammelli.
[Leggi di più…]GIOVANNI BATTISTA È UN PO’ BOLOGNESE

«Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi sussisterà?». Il Salmo 129, con tutte quelle “esse”, è di difficile pronuncia per un bolognese come me. Mi è capitato di vedere anziani lettori contorcersi attorno a questo groviglio sonoro, regalando un effetto comico ma al tempo stesso costringendoci a restare fermi su quelle parole, quelle di un uomo che sa di essere peccatore e invoca la misericordia più della giustizia. Altrimenti, appunto, «chi sussisterà?». Altre traduzioni, come «chi ti resisterà?» rendono la lettura più agile ma perdono questo condimento di suoni.
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