Gesù, Galilea, Giordano, Giovanni. Il primo versetto del vangelo di domenica 12 gennaio ci presenta due protagonisti e due luoghi. Curiosamente, hanno tutti la stessa iniziale.
[Leggi di più…]LA LUCE VERA E I MIEI OCCHIALI DA SOLE

“Veniva nel mondo la luce vera”. Lo recepisco in modo particolare, questo passaggio del vangelo di Giovanni, da quando – pochi giorni fa – ho fatto l’intervento laser agli occhi. Rassicuro subito: tutto a posto, niente di particolarmente invasivo (ne ho parlato qui, ad ogni modo).
[Leggi di più…]GIUSEPPE OLTRE I CONFINI
Gesù è nato e già deve fuggire. Ancora una volta, Giuseppe è l’uomo dell’ascolto: l’evangelista Matteo per due volte lega, in modo preciso e persino minuzioso, le parole dell’angelo alle azioni del carpentiere: “Alzati”/ si alzò; “prendi con te il bambino e sua madre”/ prese il bambino e sua madre; “fuggi in Egitto”/ si rifugiò in Egitto.
[Leggi di più…]IL SILENZIO D’ORO DI GIUSEPPE
Maria, promessa sposa di Giuseppe, «si trovò incinta». Nel vangelo di domenica 22 dicembre osserviamo tutte le azioni compiute da Giuseppe stesso: «pensò di ripudiarla», poi ascoltò l’angelo apparso in sogno, infine «fece come gli aveva ordinato» l’angelo stesso e «prese con sé la sua sposa».
Come molti – giustamente – notano, Giuseppe non parla. Né in questo brano, né in alcun vangelo. Eppure, senza dubbio, non è una figura di secondo piano. È con lui che Gesù ha mosso i primi passi. Dio ha scelto una donna, Maria, per venire al mondo; ma ha scelto anche un uomo, Giuseppe, per farsi guidare. È uno dei protagonisti, anzi il protagonista silenzioso.
Al festival di Sanremo 1992 gli Aeroplanitaliani vinsero il premio della critica con “Zitti zitti (Il silenzio è d’oro”, restando peraltro 30 secondi in silenzio, sul palco: “Zitti zitti che il silenzio è d’oro/ ed anche quando siamo tanti, stiamo zitti in coro/ c’è tanto chiasso intorno che non si calma mai/ parole su parole su parole parole fra noi”. Con un invito: smettere di discutere ma “sentire col cuore, buttarsi a capofitto”.
Anche Giuseppe si butta a capofitto. Con le sue paure, i suoi pensieri. Ma con poche parole – anzi, nessuna! – e tanti gesti concreti.
Il vangelo di domenica 22 dicembre
(Mt 1, 18-24)
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele
che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
GIOVANNI E ALEX ZANARDI, LA STRADA DELLA LIBERTÀ
Un uomo in carcere, Giovanni Battista, vuole sapere se Gesù sia davvero quel Messia così atteso. Basta questo. Il primo versetto del vangelo di domenica 15 novembre ci parla di una prigione che non impedisce di cercare oltre le sbarre. C’è il limite, certo, ma anche il desiderio di infinito e di verità: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”.
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